01 Giugno 2013 – San Vito Firenze San Vito

San Vito Firenze San VitoSan Vito – E’ sabato mattina dell’ 1 Giugno quando ricevo due telefonate per la partenza della sera alle ore 21:00. Il gruppo è formato da: Gianni R., Gianni D., Ciccio, Carmine, Bulgaro, un amico del Bulgaro di Forlì e un altro signore di Castelfranco. Sono le 22:00 quando partiamo tutti assieme da Castelfranco Emilia, fanali accesi e tutti dietro al Bulgaro che ci conduce verso Mongardino. Si chiacchera, cerco di scambiare qualche parola con le persone che non conosco per poi affiancare Giannino.Maccy a Le Piastre Forse sono vestito un po troppo, però non mi dispiace neanche del tutto stare al caldo. Passano i km che ci separano dalla prima salita: Mongardino. Il passo è costante, non si superano mai i 30 km/h fino a chè la strada si impenna per qualche km. Abbiamo scollinato sul Mongardino nel silenzio della notte per poi scendere velocemente verso Sasso Marconi, dove l’aria diventa improvisamente fresca. Pedaliamo a volte uno in fila all’altro, altre volte quando la strada lo permette ci si affianca per parlare un pò. La sonno per ora non mi da fastidio, sono consapevole che soffrirò fra le 5:00 e 7:00. Ora siamo diretti verso Castiglione dei Pepoli, fra silenzio, curve, saliscendi e qualche fermata obbligata da necessità fisiologiche. Carmine e Gianni RScherziamo fra di noi prendendoci in giro, trovando così sempre un motivo per non pensare ai km che ancora ci separano dalla partenza della Firenze-Modena della domenica mattina. Mi affianca il Ciccio, un cinquantenne dallo spirito da ragazzino, mi racconta della sua vita e delle sue pazzie in bicicletta…che persona straordinaria! Arrivati a Castiglione dei Pepoli attraversiamo il centro, dove tutti i ragazzi al di fuori dei locali ci salutano…probabilmente perplessi nel vederci sulle due ruote. Noi ricambiamo e suoniamo le nostre trombe. Ci fermiamo alla fontana dove mangiamo qualcosa, per poi iniziare a scendere verso Prato. La discesa è lunga e veloce, siamo tutti inBulgarelli fila indiana, si scende fra i 35 e 40 km/h quando all’improvviso un rumore simile a una “fucilata” ci coglie impreparati. Gianni R. sbanada e invade l’altra corsia, un rumore stridulo mi fa sgranare gli occhi mentre Gianni è in seria  difficoltà. Passano pochi metri quando Gianni riesce miracolosamente a fermarsi in piedi senza cadere. Ha il copertone della ruota anteriore fuori dalla sede e la camera d’aria arrotolata fra raggi e forcella. Incredibile, la camera d’aria è scoppiata. Nella sfortuna tutto è andato bene, una camera d’aria rotta e il cerchio leggermente rovinato, ma ancora utilizzabile. Nessuno si è fatto male…e questo è importante. Gianni ripara il danno e tutti assieme si riparte. La preoccupazione è tanta, visto l’accaduto, ma con prudenza scendiamo a Prato. Sono ormai le 4:00 e ci dirigiamo verso Sesto Fiorentino. Fatichiamo un po a trovare la direzione giusta per Firenze ma poi grazie a una coppia che si ferma e ci indica la strada raggiungiamo il centro di Firenze alle 5:30 circa. Ora aspettiamo l’arrivo dell’organizzazione della Firenze-Modena.Io e Polpaccio

Ho sonno e per distrarmi inizio a mangiare un po, poi mi appisolo nel bar che poco dopo il nostro arrivo aveva aperto. Arriva il pulman che da Modena era partito alle 5:00 per portare i ciclisti alla partenza, nel dormiveglia sento la voce di Zuntini e Polpaccio. Mi sveglio del tutto, apro gliocchi e mi preparo mentre intorno a noi iniziano a prepararsi tutti i ciclisti. Osservo e scorgo Levvo che da San Vito è arrivato qui a Firenze per farci alcune foto: un grande! Scambio qualche parola e mentre mi giro verso destra scorgo un altro viso noto. Mi torno a girare di scatto: è Maccy! Levvo lo ha Gianninocaricato…e con grande sorpresa pedalerà con noi tutto il giorno. Prima della partenza ci radunano tutti all’interno del Velodromo, dove Alfredo Martini ci dà il benvenuto e ci racconta alcuni aneddoti. Che personaggio! Si parte, il gruppo di circa 200 ciclisti è dietro alla macchina apripista. Qualcuno si lamenta per la bassa velocità, anche se siamo sempre sui 35-40 km/h. Mhà…che strano mondo! L’auto ci conduce da Firenze a Pistoia per poi lasciarci liberi. Scherzo con Adriano, poi parlo con Polpaccio fino alla prima salita: Le Piastre. Pensavo fossero più dolci, invece mi danno del filo da torcere, si sale curva dopo curva Andrea POLPACCIO Barbimentre la temperatura è sempre fresca. Il sole non si fa vivo, mentre le nuvole rendono il cielo grigio come se fosse una giornata di Novembre. Bulgarelli mi stacca e io salgo da solo, a volte sorpasso qualcuno, altre volte mi sorpassano…ma penso solo a pedalare. Le nuvole sono basse e Le Piastre sono circondate da una nebbiolina che bagna. Ci aspettiamo tutti per poi scendere e risalire al Passo dell’ Oppio. La nottata passata in sella si fa sentire e cerco di ritrovare le forze per affrontare l’ Abetone. Il clima sembra migliorare quando ci troviamo a San Marcello Pistoiese, mi svesto e penso al “calvario” della salita verso l’ Abetone. 230 km percorsi e quasi 30 ore senza dormire…il fisico ne risente. La salita la pedalo tutta con Polpaccio, il quale mi racconta della sua vita, degli amici che scopriamo avere in comune per poi fermarci a parlare del lavoro. Noi all AbetoneOgni argomento è buono per distrarre l’attenzione dalle dure pedalate che lentamente ci permettono di salire verso la vetta. Quest’anno sono molto meno allenato rispetto alla scorsa stagione e sulle salite fatico di più…complice qualche kg di troppo. Scolliniamo alle 13:00 circa quando Levvo è là che ci aspetta, altre foto di rito e qualche parola con gli organizzatori che ci aspettano: siamo gli ultimi. Nessun problema,Adriano il nostro giro continua, dobbiamo tornare a casa, mancano ancora 90 KM. Dopo una salita c’è sempre una discesa e fino a Pievepelago si scende molto forte, per poi tornare a pedalare con rapporti agili. Barigazzo, la salita che non finisce mai e che odio! Non so il perchè ma psicologicamente, quando scendo dall’ Abetone e risalgo a Barigazzo, mi salgono tutti i mali. La catalogo fra le salite “fastidiose“! Scolliniamo e nuovamente ci aspettiamo. Gianni R. ha un bel passo rispetto a me e posso immaginare che la sua voglia stia calando, dovendo aspettare sempre tutti. Fra una curva e l’altra raggiungiamo Pavullo dove mi scende la “catena“! Devo scegliere se girare verso Serramazzoni e poi Modena oppure fare Riccò, Puianello e casa. La strada e i saliscendi sono circa uguali, ma opto per raggiungere casa: un buon piatto di tortellini alla panna mi aspettano! La scelta è stata facile…

Alla fine, non ho completato ufficialmente il giro…ma ho pedalato per 340 km e 4100 metri di dislivello. Tutto sommato mi sono divertito, ho scherzato, ho parlato ma sopratutto faticato…

Altimetria

In questa stagione non mi sono dato degli obbiettivi come gli scorsi anni e ciò si riflette sulle mie scelte. Eravamo quasi a Ferrara e dopo 270 km percorsi e 30 km da fare preferisco stare al bar….Ora siamo a Pavullo a pochi km da Modena e preferisco percorrere la stessa distanza che mi separa dal traguardo verso casa. Gianni R. ha ragione, “Senza obbiettivi…gli stimoli sono diversi

NOTA: Il piacere più bello è stato vedere Maccy alle 20:15 di sera passare da casa mia a salutarmi dopo il rientro da Modena. Era in bici, stanco ma sorridente….un viaggiatore in più sulle strade d’ Italia.

Finisher della Spilambertese

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8 risposte a 01 Giugno 2013 – San Vito Firenze San Vito

  1. Paolo ha detto:

    Siete veramente eroici !!! Ogni volta che leggo i vostri racconti mi emoziono…. lascerei l’ufficio immediatamente per andare a casa a prendere la bici !
    Domenica sarò a Castelfranco per la 200 km, la mia prima rando… Sperem…. a presto
    Paolo

    • …gli oroi sono altri…..a noi piace pedalare in compagnia 🙂
      Per Domenica….non ti preoccupare, prendila “dolce”….pedala km dopo km…e vedrai che arriverai alla fine.
      PS: Levvo dovresti trovarlo a qualche controllo….con la macchina fotografica pronto a immortalare le vostre pedalate.
      Ciaoooooooo e in bocca al lupo 😉

  2. ugo broglia ha detto:

    siete stati grandi domenica vi ho visto tutti …. anch’io ho fatto la Firenze- Modena e stata la mia prima gran fondo, dura ma emozionante faccio parte del gruppo s.anna non siamo tanti ma ci divertiamo, come deve essere… un gioco….mi è piaciuta molto la vostra avventura complimenti ciao

  3. POLPACCIO ha detto:

    a modena siamo arivati tutti e 6 punto,non sono gli ultimi km a cambiare il giro, fai sempre un gradevole commento dei gironi fatti ,grazie

  4. Gianni ha detto:

    Grande Giuly
    Abbiamo dato vita ad un nuovo itinerario: la SAN VITO-FIRENZE-SANVITO
    Altro che Firenze Modena e basta
    Bravi tutti, ma il capitano e’ proprio duro a morire!! Non molla mai

    • Non potevo scrivere Firenze-Modena per due motivi:
      1) Non l’ho finita 😦
      2) Abbiam pedalato qualche km in più 😉

      Comunque….la notte è stata strepitosa….e la mattina vedere che quel cucù di Maccy era li con noi ha dato tutto un altro valore al nostro giro!

      PS: Ora allenati come si deve….la Spagna si avvicina. In bocca al lupo Giannone!!!

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