Coast To Coast Italia 2014 No Stop in Graziella: “Si può fare!”

WordPress Banner Coast To CoastSAN VITO – Siamo fatti così: semplici, ambiziosi, avventurieri e spensierati. Ci siamo sfidati, abbiamo organizzato tutto nel più piccolo dettaglio e alla fine tutto è andato nel verso giusto. Qualche difficoltà non è mancata ma lo spirito del gruppo ha avuto la meglio. Tutto iniziò quando…

Era luglio del 2013, quando pensai al Coast To Coast, era il giorno dopo l’ascesa al passo dell’ Abetone in Graziella. Cominciai a scrivere qualche riga, a tracciare un minimo di percorso, a parlarne con i miei amici più cari e alla fine qualcuno “abboccò” 😉 . Non ero più da solo, ma al mio fianco mi ritrovai Massimo Torricelli, Gianni Debbi, Andrea Barbi ed Enrico Guerzoni. I mesi che ci hanno separato dalla partenza erano circa 11, quindi una bella fetta di tempo per poter gestire il tutto, dal trovare una Graziella, al trovare qualche appoggio lungo il percorso, al diffondere la notizia del nostro viaggio, al rendersi conto che questa nostra “pazza idea” poteva essere realizzata!

Aprile: La conferma di Antonella, Italia in Miniatura
In Gennaio andai a scattare qualche foto al Parco Tematico Italia in Miniatura con una Graziellina da bambino. Dopo aver chiesto il permesso ad entrare con una bicicletta, Clare ed Antonella si sono interessate al nostro viaggio. Grazie a loro la notizia del Coast To Coast in Graziella si è diffusa in tutta Italia. Dalla trasmissione Caterpillar di Radio2, ad Antenna1, ai giornali di Firenze, Bologna, Modena, ai vari sito/blog sportivi come ParlandoDiSport, Bike Channel e tanti altri…

Giovedi 29 maggio: Una doccia calda
Pedalare per 300km non è certamente una passeggiata, se ci aggiungi che lo si farà in sella ad una Graziella, tutto diventa ancora più complicato. La sera del 1 Giugno avevamo stabilito di fermarci a cena in un ristorante a Dicomano, giusto a metà strada. Cosa ci sarebbe di meglio che cenare puliti? Dopo aver percorso 160 km…una doccia sarebbe stata un tocca sano non indifferente. Gianni mi suggerisce di provare a contattare il Comune di Dicomano. Detto fatto, mando una mail informando del nostro passaggio. Il comune non tarda a rispondere e qualche giorno prima della nostra partenza ci informa della disponibilità del loro impianto sportivo. Un grazie particolare a Paola Garuglieri – Ufficio Sviluppo Economico e Gemellaggi.

Venerdi 30 maggio: Il giorno prima della partenza verso Marina di Bibbona
Mi chiama Antonella del Parco Tematico Italia in Miniatura: “Giuliano siete pronti? Ti cercherà Antenna1 per un’intervista…“. Passano pochi minuti ed ecco la telefonata: “Sono Carla…vi aspettiamo da noi…portate una bicicletta…vi aspetto, non potete dire di no“. Quando un treno passa, vuol preso e nel primo pomeriggio e Massimo eravamo negli studi di Antenna1 a registrare l’intervista che sarebbe andata in onda la domenica 1° Giugno alle 12:00 e in replica qualche serata dopo.

Sabato 31 Maggio: San Vito alle spalle, Marina di Bibbona all’orizzonte
Sono le 7:00 del mattino, quando mi alzo dal letto consapevole di poter tornare a Prima della partenzadormire su un materasso solo dopo 60 ore. Non penso, sono tranquillo ed inizio a portare tutto l’occorrente in garage. Alle 9:30 ecco arrivare Gianni con la sua bicicletta e subito dopo Adriano con il pulmino. Nel caricare le biciclette e le borse iniziamo a scherzare, a prenderci in giro mentre Daniele scatta le prime foto. Alle 13 tutto è pronto e assieme a noi qualche amico viene a salutarci. Ora si parte verso il luogo di partenza: Marina di Bibbona.

Ci siam tutti

Il viaggio in pulmino è lungo, ma fra una foto e l’altra, un pisolino e tante risate riusciamo anche a gustarci il finale di tappa del Giro d’ Italia con arrivo sullo Zoncolan. Marina di Bibbona la raggiungiamo alle 17:30 circa, dove iniziamo a scaricare il furgoncino che da li a poco rientrerà verso casa. Inevitabile ringraziare Adriano ed Anna per averci accompagnati alla partenza. Grazie di cuore! Siamo sulla spiaggia, a fianco del ristorante Jolly Beach che ci ospiterà per cena prima della partenza. Siamo noi 5, cinque amici che preparano le loro biciclette per il viaggio verso l’altra costa. Qualche curioso si ferma, ci chiede e noi rispondiamo. “Dove andate?“, “Cosa fate?“, “Ma voi siete quelli…dell intervista su radio2“, “Non ci posso credere…ma siete i 5 di Modena“, “Noi pedaliamo fino a Roma…ma alla notte dormiamo“, “No stop? quindi non dormite?“…E secondo voi, noi ci lasciamo perdere questo momento di celebrità? Raccontiamo, rispondiamo, ridiamo e scattiamo foto con chi ci chiede di immortalare le nostre strane biciclette. Vivo questi momenti con estrema semplicità, cercando di godermi ogni singolo istante che non penso potrà ripetersi. Il sole è nella fase calante e ci godiamo in riva al mare il tramonto con davanti qualche birra fresca. Il vento inizia a salire, l’aria diventa fresca e la gente inizia ad allontanarsi dalla spiaggia. Al ristorante mangiamo un bel piatto di pasta e poi una pizza come “dolce” il tutto accompagnato da vino e acqua fresca. Il pieno di carboidrati è stato fatto, il caffè doppio è arrivato ed ora tutti in sella ad aspettare il “via” che ci verrà dato dal proprietario del ristorante.

Ore 00:00 - La partenza

Le 00:00 sono scoccate, i secondi del nuovo giorno iniziano a scorrere, Marina di Bibbona ci saluta mentre noi salutiamo la costa occidentale con il suono delle trombette. Ora siamo soli, si inizia a fare sul serio! Ci dirigiamo verso La California che raggiungiamo dopo pochi km, un saluto simbolico a Paolo Bettini e poi via dritti verso Cecina. Siamo in fila indiana, la strada è leggermente trafficata ma raggiungiamo in fretta la cittadina che ci “butterrà” su strade secondarie prive di traffico e sotto a un cielo stellato da paura. Non c’è una nuvola, solo stelle piccole e grandi che illuminano il cielo scuro, lasciando presagire una notte fredda. A Cecina chiediamo informazione a qualche locale, che fatica indicarci la strada…forse ha bevuto qualche birra di troppo 😉 . Indoviniamo la strada che ci porta a L'alba di un nuovo giornoPonteginori, mentre lasciamo la città per inoltrarci sulle colline che ci faranno sudare metro dopo metro. Prendiamo in direzione di Saline per poi dirigerci verso Volterra. Qualche giorno prima mi ero messo in contatto con Mauro Posarelli, un randonneur locale di prima classe, il quale ci aveva indicato la strada meno faticosa…ma purtroppo nella notte e fra una risata e l’altra ho sbagliato incrocio! Volterra è all’orizzonte e davanti a noi una salita interminabile e ripida. Le biciclette cigolano ad ogni pedalata, c’è chi riesce anche a salire sui pedali, mentre io fatico un po e decido di restare col sedere sul seggiolino. Volterra è raggiunta, ci fermiamo, prendiamo una boccata d’ossigeno, riepiamo le borraccine alla prima fontanella e ci vestiamo per la discesa. Abbiamo percorso quasi 50 km, ci dirigiamo verso Molin D’ Elsa per poi salire nuovamente verso Il Castagno. Dopo Volterra...prima di CastelfiorentinoNon sono salite impegnative se fatte con una bici tradizionale, ma vi assicuro che su una Graziella che pesa 20 Kg, tutto diventa complicato, faticoso e allo stesso tempo divertente. La notte è ancora con noi, Gambassi Terme ci attende lungo la discesa mentre all’orizzonte vediamo lo schiarirsi del cielo. Siamo infreddoliti ed attendiamo con ansia qualche raggio di sole che non accenna ad arrivare. Sono circa le 6:00 quando mando un messaggio a Mauro Posarelli: “Siamo a Gambassi Terme…direzione Castelfiorentino“. La sua risposta immediata: “Arrivo“. Pedaliamo con le prime luci dell’alba verso oriente, siamo coperti con tutto ciò che abbiamo a disposizione ma ugualmente non abbiamo caldo…anzi, possiamo dire che abbiamo proprio freddo! Io e Mauro PosarelliCastelfiorentino è davanti a noi e dopo l’ultima discesa ecco Mauro che ci aspetta a lato della strada scaldata dal sole. Mauro, che personaggio! Ci invita a casa sua, ci sfama e ci racconta della sua avventura in una randonnee Greca di qualche giorno prima. Il tavolo è ricco di cibo: banane, fette biscottate e marmellata, caffè, latte e te. Voto 10 e lode al Posarelli! Scattiamo qualche foto di rito e poi via verso Montespertoli. Le gambe girano bene, ma il sedere è dolorante: ogni qualvolta risalgo sopra al sellino devo cercare la posizione più comoda, per non soffriere più del dovuto. Raggiungiamo Baccaiano in mattinata, dove diversi ciclisti si accodano a noi, leggono i nostri cartelli appesi alla bicicletta e ci fermano per scambiare due parole. Non perdiamo l’occasione e ricominciamo a raccontare del viaggio….Superiamo Cerbaia, poi Bottai e giugiamo finalmente a Firenze alle 11:30 circa: il nostro obbiettivo era salutare Alfredo Martini. Siamo a Sud di Firenze, telefono a Martini e mirisponde una cordiale signora: “Se volete passare Martini vi aspetta…siamo a Sesto Fiorentino“. E vaiiii...si pedalaCerco di spiegare che siamo in Graziella, che abbiam percorso 120 km e Sesto Fiorentino è fuori mano. A malincuore ci dirigiamo verso Ponte a Ema, che troviamo difficilmente. Ponte a Ema ha dato i natali a Gino Bartali, un grande ciclista indiscusso nella storia d’ Italia e non solo. Arriviamo davanti alla casa in cui è nato, troviamo solo una scritta su una lastra di marmo e poco più avanti il museo che dicono essere più chiuso che aperto. Rimaniamo un po di stucco, nel vedere che Ponte a Ema sia un paese “più nascosto” che “messo in mostra” e che ci sia poco che ricordi Gino. Ad Enrico balza subito un paragone Gino Bartalicon un altro grande ciclista italiano: Fauso Coppi. Durante il la 1001Miglia Italia del 2012, siam passati da Castellania e la cosa che subito ci balzò agli occhi erano i murales, gigantografie, monumenti e quant’altro in ricordo Fausto. Se ne sarebbe accorto anche uno che non sapesse nemmeno cosa fosse il ciclismo…che a Castellania era nato un grande ciclista: Fausto Coppi. Riposiamo un po in un prato verde, aggiustiamo la mia bicicletta che ha qualche problema al movimento centrale e poi ripartiamo, con tutte le nostre perplessità sui pochi ricordi di Gino Bartali presenti a Ponte a Ema. La direzione è verso Bagno a Ripoli e poi Pontassieve. Sono passate le 13:00 e le strade sono notevolmente più trafficate rispetto alla notte appena passata. Dobbiamo fare attenzione e stare rigorosamente in fila indiana. Siamo in maniche e pantaloncini corti, il sole scotta e lascia il segno sulle nostre braccia. Qualche telefonata e messaggio per far sapere la posisizione ai nostri amici e poi nuovamente in sella a pedalare verso Dicomano. La strada che percorriamo sembra un po troppo trafficata, a conferma di ciò un bel divieto per le biciclette davanti a noi. Usciamo a destra per dirigerci verso Ruffina. Eccomi....E’ pomeriggio, il sole scotta e un buon gelato non ce lo toglie nessuno! In gelateria parliamo di cosa fare una volta raggiunto Dicomano: Enrico ha una proposta stravangante ma che mi lascia di stucco. “Visto che siamo in forma che ne dite d’andare a Dicomano, fare subito il Muraglione, scendere di nuovo a Dicomano, cambiarsi, cenare e farci portare in cima al muraglione in auto?…Tutto sommato, il percorso non cambia…“. L’idea è buona, ma alle 19:00 abbiamo un appuntamento che sarebbe stato un peccato perdere. Arrivati a Dicomano, cerchiamo il centro sportivo che troviamo quasi subito. Un ragazzo ci avvisa che aprirà gli spogliatoi per farci fare una doccia…che noi apprezziamo moltissimo. Per sicurezza, mi insapono due volte, l’acqua calda ed abbondante in queste situazioni non ha prezzo! Una volta lavati, arrivano a trovarci Giada, Rita, Lele, Serena, Levvo e Patrizia: è sempre una soddisfazione vedere amici e parenti che ti danno una pacca sulla spalla e ti incoraggiano per il resto del viaggio. Pochi istanti dopo vediamo alcune persone salire le scale del terrazzo in cui siamo tutti noi. Prima uno, poi l’altro arrivano a salutarci il sindaco di Dicomano Stefano Passiatore, il vicesindaco Giulia Fossi, gli assessori Tommaso Capretti, Donatella Turchi e il consigliere con delega allo sport David Caramelli. Noi e le autorità di DicomanoPermesso? La nostra autostima è schizzata alle stelle e dopo qualche istante di esistazione abbiamo cominciato a rompere il ghiaccio con qualche foto, qualche racconto e tanti sorrisi. E’ strepito il loro modo di accoglierci, fra un sorriso, un abbraccio e tanto stupore nel vedere le noste biciclette. Dopo qualche istante, il sindaco prende parola e inaspettatamente ci consegna una “pergamena” con un riconoscimento del nostro passaggio sulle strade del loro comune. Grazie di cuore siete stati unici, non ce ne scorderemo!

Cambio...ciclisti :-)La pergamenaIl tempo passa che è un piacere, ma la strada è ancora là ad aspettarci. Il sindaco e la delegazione comunale, ci accompagnano per le vie del paese fino al ristorante mentre noi col “petto gonfio” ed orgogliosi di questa “inaspetatta scorta” ci godiamo il momento. Ci salutiamo con una bella stretta di mano per poi mettere i piedi sotto al tavolo. Ho freddoDopo una cena abbondante con bis di primi e un po di carne ai ferri, ci accorgiamo che le palpebre diventano pesanti. La testa non sta ferma e in pochi istanti ci troviamo a schiacciare un pisolino sul tavolo del ristorante….che però dura solo 10 minuti. Con gli occhi “stropicciati” e i muscoli un po indolenziti paghiamo il conto e lanciamo la sfida all’ ultima salita impegnativa: il Muraglione! Abbiamo percorso circa 160 km ed ora con la pancia piena siamo diretti a San Godenzo. La strada lentamente si impenna e noi lentamente togliamo un indumento dopo l’altro fino a restare in maniche e braghette corte. Il Muraglione è duro, davanti c’è Enrico che pedala agilmente, dietro Giannino poi io, Maccy ed Andrea. Le mie gambe girano bene e decido di superare Giannino che apparentemente è in difficoltà. EnricoQuesta strada l’ho fatta una sola volta e nel senso opposto, quindi non la conosco molto bene. Dopo qualche centinaio di metri la strada diventa impedalabile per le mie gambe e sono costretto ad eseguire una serie di zig zag per rendere la salita meno dura. Vi assicuro che fare 9km a zig zag non è facile, ma sopratutto non da grandi soddisfazioni. Arrivo in cima al Muraglione alle 01:00 dietro a tutti, ma soddisfatto di non aver mai messo giù un piede dalla bicicletta. Avere come rapporti il 52 davanti e il 15 dietro (con ruote da 16 pollici) non è certamente l’ideale per le salite! Ci sediamo 5 minuti, rifiatiamo e ci vestiamo perchè Giannisiamo sudati spolti e la discesa sarà lunga e molto fredda. Questa è la seconda notte che passiamo da svegli, gli occhi sono pesanti, i riflessi sono super lenti e il corpo percepisce più freddo di quello che è. La stanchezza gioca brutti scherzi: durante la discesa la striscia bianca di mezzaria diventa doppia, poi tripla ed infine quadrupla: mi rendo conto che gli occhi tentano di chiudersi. Enrico prende in mano la situazione e parlandoci in tutta sincerità, ci invita a scendere dalla bici e fare qualche pezzo a piedi, cercando di svegliarci. Saltelliamo, corriamo un po e fra uno sbadiglio e l’altro riusciamo a tornare in sella. La discesa è lunga, di pedalare non se ne parla neanche, mentre il freddo inizia a farsi sentire. Qualcuno trema, qualcuno ha nuovamente sonno e a Maccy torna fuori il solito male al ginocchio. MassimoA Rocca San Casciano decidiamo di fermarci sotto a un portichetto, un po riparati dall’aria fredda. Prendiamo una seggiola a testa, tentiamo di dormire ma il tutto risulta inutile. Chiudo gli occhi e cerco di riposare evitando d’ascoltare il rumore fastidioso dei nostri teli termici e il rimbombo delle campane che ogni 15 minuti ricordano che il tempo sta passando. Giannino ci chiede di partire, il freddo ci sta consumando senza lasciarci modo di riposare. Apro gli occhi, spero ci sia un bar aperto e invece rimango deluso. Non ci credo! Partiamo infreddoliti, tremo tutto, i denti ballano senza controllo mentre cerco di pedalare per riscaldare il corpo. Pedaliamo per qualche centianio di metri e alla nostra sinistra vediamo un bar aperto. AndreaCi fermiamo, mangiamo qualche pasta, un panino o due al prosciutto e qualche tazza di te caldo. La barista non crede al nostro racconto, ma guardando a modo i nostri volti si convince delle nostre parole. Ci saluta e ci augura buon viaggio. Sono le 6:00 e il sole lentamente cerca di fare capolino fra le montagne. Aspettiamo a svestirci, perchè il freddo è ancora pungente. Pedalata dopo pedalata, le montagne ci salutano, lasciando all’orizzonte la pianura, distese di campi coltivati e il sogno del mare. Forlì ci aspetta illuminata da un bel sole, ci fermiamo in piazza, prendiamo un caffè e fra lo stupere di qualche passante e della barista raccontiamo ancora una volta il nostro viaggio. Sorridono increduli lasciandosi catturare dalla stranezza delle nostre biciclette. Ripartiamo, col sole in fronte, maglietta maniche corte e pantaloncini corti, lasciandoci alle spalle il freddo pungente della notte. Ci siamo, il peggio è passato ed ora gli ultimi 50 km circa per raggiungere prima Cesenatico poi Rimini. La pianura è noiosa se fatta ai 18 km/h, ma lentamente la pedaliamo raggiungendo Cesenatico: gente ovunque, porto canale pieno e noi alle 10:30 incontriamo Stefano Benassati con un altro ragazzo di Spilamberto. Fermi tutti, il Benna offre una birra fresca che non riusciamo a rifiutare. Ogni sorso è impagabile, sole, birra fresca e tanti sorrisi e battute fra amici. Dall’arrivo alcuni nostri amici ci chiamano: “vi stanno aspettando, dove siete?“. Ironicamente rispondiamo “Levvo, siamo in difficoltà…la strada è lunga…ritarderemo un attimo“. Una piccola bugia per goderci la birra fresca sotto il sole di Cesenatico 🙂 . Ci fermiamo a fare qualche foto sotto la statua di Pantani appena fuori dal centro per poi dirigerci a Rimini. Noi e Marco PantaniOra gli ultimi 15 km, tutti in fila indiana per arrivare al Parco Tematico Italia in Miniatura, dove Antonella e tutti i nostri amici ci aspettano per ricordare questo nostro insolito viaggio.

Italia in Miniatura

Un ringraziamento particolare a:

Massimo, Enrico, Gianni ed Andrea per avermi sopportato in tutti questi mesi e in particolare modo nelle 36 ore di pedalata. A loro devo veramente tanto, loro sono stati il motore di questo straordinario viaggio lungo le strade d’ Italia. Grazie
Massimo: per esserci sempre, per raccogliere una sfida dopo l’altra
Giannino: per aver suggerito alcuni punti salienti del percorso, passando per le città che hanno dato i natali ai grandi ciclisti d’ Italia
Andrea: per essere un gran compagno di viaggio, sapendo risolvere molti dei problemi meccanici che durante il viaggio ci sono capitati
Enrico: per sapere stare nel gruppo, per avere la battuta sempre pronta e sdrammatizzare nei momenti più duri.

Giada e Rita: per averci allungato a Dicomano il necessario per fare una doccia…e per averci incoraggiato in tutti i modi 🙂

Adriano e Levvo: due personaggi straordinari. Adriano il nostro autista e Levvo l’amico che c’è sempre. Tu chiami e loro ci sono…

Busca, Serena, Patrizia, Paolo, Silvia, Matteo, Paolo, Giuliano, mamma di Maccy e tutti quelli che erano all’arrivo: …quando noi pedaliamo e serve un po di conforto, loro non mancano mai! Grazie.

Antonella e Clare di Italia in Miniatura: hanno raccolto la nostra sfida, avvisando tutti i media….dai giornali alle radio…alle televisioni 🙂

Mauro Posarelli: quella colazione…servita alle 7:00…non ha prezzo!

Sindaco di Dicomano e tutto lo Staff: persone straordinarie, che han reso il nostro viaggio meno duro del previsto.

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8 risposte a Coast To Coast Italia 2014 No Stop in Graziella: “Si può fare!”

  1. Paolo ha detto:

    Le vostre imprese mi emozionano sempre!

  2. Enzo ha detto:

    Grazie Giuliano e a tutti voi che con i racconti di queste follie ciclistiche ci fate vivere e sognare!
    Ora ho voglia di Graziella anch’io…
    Alla fine le mie “Repubbliche Marinare” son state una bella e lunga avventura ma le ho portate a casa, e quando son passato da Rimini (lun. mattina) vi ho pensato…
    Un abbraccio a tutti voi, pazzi modenesi!
    Enzo

    • Ciao Enzo,
      complimenti per la “Repubbliche Marinare”…..devo dire che qui meriti un APPLAUSO di 5 minuti! Una distanza che solo in pochi l’hanno affrontata e in altrettanti l’hanno portata a casa! Noi saremo matti….ma anche te….a percorrere tutti quei km, non sei da meno. Diciamo che siamo sulla stessa barca 🙂
      Caro Enzo….a presto, con le tue randorap 🙂

  3. Il Prof. ha detto:

    …ero io quello con la bandiera tricolore 🙂

  4. Il Prof. ha detto:

    Oh tipi, vi ho visti oggi su TRC, siete stati bravi nell’intervista ma in ciclo sie te molto ma molto più forti…
    🙂
    Complimenti

  5. Pingback: Coast To Coast Italia 2014 No Stop in Graziella | Sito degli appassionati della mitica bicicletta

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