26 Febbraio 2017 – Randonnee del Lago e del Filù

Chiuduno - Team TestaCHIUDUNO – Sono passati piu di 365 dall’ultima randonnee, dalle ultime pedalate col Guerz, dalle ultime fatiche e sorrisi strappati sul percorso e all’arrivo. A Gennaio parlo con Giada della bici e dei tempi passati e senza lasciare fraintendimenti mi fa intuire che mancano anche a lei i momenti in cui preparavo la bici, i vestiti e le parlavo dell’avventura del giorno seguente. La bicicletta è anche questo, ricordi e nuovi stimoli. A fine Gennaio decido di provare nuovamente, come se quel bellissimo “ciclo” non fosse mai finito. Come se quei giorni trascorsi dal 2009 ad oggi fossero ancora il “presente“.

Ho poco tempo per allenarmi seriamente come facevo gli anni scorsi, ma ugualmente pedalo un po sui rulli e un po sulla mia mtb che in questi anni mi sta facendo sudare piu del solito. Una randonnee è qualcosa di diverso di qualche ora in sella e molti dubbi mi assalgono: “sicuro d’andare?” “e se rimani in mezzo…?” “…come sarà…senza il Guerz?“. Inutile pensare, inutile cercare di pensare al futuro…in questi casi ci si prova e poi come andrà, andrà!

Sento Sonia qualche giorno prima della partenza, parteciperà anche lei con Cinzia assieme a tanti amici del “nord“. Sbirciando sul sito Audax leggo diversi nomi che mi ricordano grandi sorrisi e grandi abbracci. Tutto questo è uno stimolo in piu per andarli a trovare!

Ore 4:00 del 26 Febbraio, la sveglia suona e senza indugiare piu di tanto apro gli scuri della sala. E’ buio pesto, l’aria fredda e la poca voglia di soffrire torna a farmi compagnia. Non posso cedere, anche se non c’è nessuno che mi aspetta devo reagire e infilarmi subito la divisa della Spilambertese. Dopo qualche minuto, sono in cucina a mangiare la pasta col tonno preparata la sera prima, che sebbene sia la mia preferita fatica ad andare giù. Mangio sforzatamente qualche boccone poi rinuncio. Preparo un contenitore con ciò che rimane e lo infilo nella borsa che mi porterò dietro. Cerco di fare piano per non svegliare Giada e in pochi minuti sono giù in garage a controllare tutto: bici OK, borsa OK, viveri OK e allora che fare? Partire!

La strada è dritta, davanti un muro buio e qualche stella che fa capolino fra le luci delle poche macchine che incontro in autostrada. La radio mi tiene compagnia, mentre cerco di ricordare qualche momento nel passato. Non ho sonno, anzi sono bello sveglio e con le prime luci dell’alba osservo le cime delle montagne illuminate dai primi raggi del sole.

Chiuduno, circa 200 km da casa mia, lo raggiungo poco prima delle 7:00. Gli organizzatori sono già a sistemare i documenti e a ricevere i ciclisti più mattinieri: due tavoli uno di fronte all’altro con i Nuovi Iscritti e gli Iscritti ON Line. In pochi secondi ritiro il cartellino giallo, che ancora una volta mi lascia scappare un sorriso verso l’oceano Atlantico! Ho tutto il tempo per preparare la bici e mangiare la pasta che avevo portato con me. Lo stomaco inizia a lavorare e la finisco in pochi minuti. Bevo qualche sorso di Coca Cola e “sparecchio” l’angolo di marciapiede in cui mi ero seduto. Ora devo decidere come vestirmi: rischiare di soffrire il freddo alla partenza o vestirmi pesante e rischiare il caldo delle ore centrali della giornata? Preferisco la prima e parto con la maglietta maniche lunghe ma leggera. La scelta l’ho centrata….in tutta la giornata non ho tolto un vestito e non ho patito nè freddo nè caldo! Questo si chiama colpo di….fortuna! Manca poco meno di mezz’ora alla partenza e ormai il piazzale è pieno di macchine e di ciclisti. La compagnia dei Mazzucchelli, poi Leone, Sonia e Cinzia, Lorenzo Aniceto Carmine e Roberto e tanti altri che in questi anni ho conosciuto in questo strepitoso mondo. Giro lo sguardo verso un ragazzotto dalla barba bianca, lo guardo attentamente e subito sorridiamo: è Pietro! Che tipo Pietro, conosciuto diversi anni fa in sella alla sua bici con la quale ha percorso mezzo mondo! Un abbraccio forte e qualche parola per riassumere in pochi istanti questi anni in cui non ci siamo visti. Lui deve andare a ritirare il cartellino e ci salutiamo. Chiudo la macchina, prendo la bici e mi dirigo verso la partenza. Siamo a casa del “TEAM TESTA“, ma quel copricapo e quello sguardo ce l’ha solo lui. “Eh no, Eh no” gli dico fermando la bicicletta e tornando indietro! Eh si, è lui Maurizio! Ancora una volta un altro abbraccio di quelli che ti fanno sentire l’affetto di un amico conosciuto sulle due ruote!

Pietro e Maurizio, non so se si erano messi d’accordo…ma mi “tirano le orecchie” o come si fa in una partita di calcio “estraggono il cartellino giallo“, in quanto scrivo poco. Che dire? Avete ragione…sto invecchiando anche nello scrivere! Non scrivo perchè “devo“, ma quando scrivo è perchè sento la voglia di “raccontare” qualcosa che mi ha colpito. A Chiudono “mi avete colpito” e mi ha fatto piacere la vostra “tirata d’orecchie” 😉

 Cerco la partenza e poi eccomi qua in mezzo a tutti. Saremo piu di 200, tutti vicini in attesa del primo “timbro” sulla carta gialla. In questi minuti di attesa non ho altro pensiero che “chissà con chi pedalerò“! Se la farò da solo mi divertirò come ho sempre fatto? Il bello di una randonnee penso sia proprio questo: difficilmente sei solo, difficilmente non si trova una ruota da seguire o con cui scambiare due parole! Sebbene scherzo con tutti, in questi casi sono un po impacciato e cerco di non chiedere nulla a nessuno, per non sembrare invadente. Alla partenza vedo il gruppetto di Lorenzo, Aniceto, Carmine e Roberto e lentamente cerco di avvicinarli e scambiare due parole. Lorenzo per me rimarrà sempre una persona squisita, una persona di cuore e con la quale si scherza volentieri. Rimarrà mitica la mia prima randonnee a Castelfranco, dove lui assieme a Mirco, Guerz e Stefano mi fecero recapitare a casa l’ “annullamneto” della mia 200km. Senza chiedere nulla, aspetto la loro partenza e mi infilo dietro di loro. Il loro passo non è nè piano, nè forte, ma sopratutto mi sembra che il mio inserimento non disturbi piu di tanto. Parlo un po con tutti e quattro, prima con uno, poi con l’altro in modo da “farmi vole bene“.

La prima parte del percorso gira in senso orario lungo tutto il lago d’ Iseo: uno spettacolo di posto. Le prime luci della mattina illuminano le vette leggermente innevate mentre l’acqua trasparente rispecchia il cielo azzurro. La strada scavata nella roccia, si snoda tortuosamente lungo la riva sinistra del lago, devo restare concentrato e prestare attenzione perchè siamo in un bel gruppone e la strada è stretta. Spesso incrociamo altri ciclisti o macchine che fortunatamente viaggiano moderatamente. Rischiamo solo in una curva, perchè nell’incrociare un’auto nella corsia opposta, devo schivare un pedone che corre alla mia destra. A volte ci vuole anche un po di fortuna. Il gruppo è ancora folto, in mezzo ai “randonneur purosangue” ci sono anche molti “granfondisti” che spesso sfruttano le 200 km per allenarsi. Si vedono proprio le differenze fra le due tipologie di ciclisti: il primo attrezzato con fanali davanti e dietro, il borsello con panini, barrette e gel, qualcuno ha il portapacchi posteriore e l’andatura non superiore ai 30 k/h, mentre il secondo ha spesso biciclette molto performanti, spoglie di ogni “strumento” di illuminazione per non parlare del borsello anteriore o posteriore e la velocità è molto superiore ai 30 km/h. Giusto per capire…di quale tipologia faccio parte….io per scaramanzia o per affetto, porto ancora la “trombetta” sul manubrio!

Siamo in ballo e bisogna ballare, pedalata dopoCu Cu.... pedalata arriviamo al primo dopo circa 50 km. E’ sulla ciclabile del lato destro del Lago d’ Iseo: un timbro veloce e via di nuovo in sella. Partiamo subito, anche perchè oltre al timbro e una stupenda veduta sul lago non c’è nulla nè da bere e nè da mangiare. Ripongo tutte le mie speranza al prossimo controllo….fra 50 km. Per fortuna ho con me sia da mangiare, sia da bere…anche se un po d’acqua avrebbe fatto comodo. Pedaliamo lungo una ciclabile favolosa, molto ben curata e con una spettacolo naturale che farebbe incantare chiunque. Il sole illumina la sponda alla nostra destra, mentre l’ombra della montagna alla nostra sinistra ci fa respirare un’aria pungente e tratti quasi fastidiosa. Curva dopo curva ecco il sole fare capolino e a ridarci le giuste energie per pedalare “col sole in fronte“. Mi torna in mente una canzone di Claudio Villa che recitava proprio cosi….come se fosse stata scritta per noi:

…Voglio vivere così
col sole in fronte
e felice canto
beatamente…

Voglio vivere e goder
l’aria del monte
perché questo incanto
non costa niente…

 Canto qualche strofa mentre sento Lorenzo canticchiarla ogni qualvolta il sole gli illumina il viso! Spettacolo!

I primi 100 km si chiudono a Chiuduno :-)…(gioco di parole facilotto), dove vedo un gruppo di ciclisti accalcarsi al banco del ristoro. Fretta io? No! Trovo un posto per la bicicletta, vado a timbrare e con molta pazienza mi metto in fila per mangiare qualcosa: rimango stupito. Qualche biscotto, arance tagliate a metà e un po di frutta secca. In un angolo del tavolo c’è una bella forma di Grana Padano……Ops….va bene, dai anche se non è Parmiggiano Reggiano….va bene comunqe 🙂 . Dopo 100 km…questo è il ristoro? Va bè….forse i vecchi tempi del Camper sull’appennino sono e saranno solo piacevoli ricordi. Dai….speriamo nel prossimo ristoro. Mangio un panino col tonno e un pezzo di cioccolato che mi ero portato da casa.

Rimango stupito del fatto che i primi 100 km non si siano chiusi alla partenza, ma da un’altra parte sempre nello stesso paese della partenza….per un ciclista forse poter ripassare dalla macchina poteva essere comodo, anche solo per lasciare o prendere qualcosa. Pazienza….

Ripartiamo e in fila indiana ci dirigiamo verso il “Giro del Filù“. Filù….ma che sarà questo Filù. Bho? Mi prometto di chiederlo all’arrivo….la cosa mi incuriosisce. Dopo una ventina di km Bulgarelli indica un bar alla nostra sinistra. Fermi tutti, retro front e primo caffè della giornata. Per sicurezza lo prendo doppio e pago il conto. Ripartiamo su falsi piani che a volte salgono ad altre volte scendo, lasciando bellissimi scorci d’acqua trasparente. Sono incantato nel vedere quanta gente pesca lungo questo splendido fiume. Qualcuno lo intravedo pescare con la mosca, altri immagino siano col galleggiante. Vestiti di tutto punto con stivali alti, giacca color verde e pressochè immobili con l’acqua a metà gamba. Senza distrarmi troppo guardo avanti e cerco di seguire il roadbook, perchè il navigatore di Lorenzo ci ha lasciato a piedi. Nulla in tutto si pedala, si chiede e riprende di nuovo a pedalare. L’unica vera salita che dobbiamo affrontare è lunga un paio di km che ci porta a Clusone, dove lentamente si scende per poi tornare  sul Lago d’ Iseo. Lago d' IseoAnche nel controllo di Clusone, nulla da mangiare e da bere…quindi ripongo le speranze al Controllo di Zu avanti una ventina di km circa. La discesa è lunga, a tratti veloce al punto che mi trovo a stare davanti ad alcune auto. Mi piace la velocità, sentire l’aria che ti fischia nelle orecchie e quell’emozione di disegnare traettorie sinuose lungo le strade prive di traffico. Ecco il Lago ed ecco di nuovo il traffico. A quest’ ora della giornata il traffico si fa sentire e spesso veniamo superati da auto guidate da “piloti di F1“…o meglio pensano d’essere piloti in un circuito dove girano solo loro. Invece no! Ci sono ciclisti (noi siamo in 5 in fila indiana), persone a piedi, centri abitati, motociclette e tanto altro….Purtroppo qualche “imbecille” non manca! Molte moto viaggiano a velocità ragionevoli, qualcuno esagera ed uno “vola” per terra. Fortunatamente non si sono fatti nulla…la carena rovinata, qualche pelata e forse qualche livido. Gli è andata bene!

Arriviamo all’ultimo controllo prima dell’arrivo, ci sono già molti ciclisti, fra cui Pietro e Maurizio! Due parole, due sorrisi e qualche battuta sulla mia velocità! Pietro dice che una volta andavo piu veloce…ma secondo me si sbaglia! Arrivavo….(quando arrivavo)…sempre a pochi minuti dalla chiusura 🙂 . Secondo me invece lui ha messo su una bella gamba e adesso pedala molto bene…tanto che mi parla del suo prossimo grande progetto: la LEL. Londra Edimburgo Londra di 1400 km. Che dire: Vai Pietro…vola e non ti fermare mai ! Tanta stima!
Qualcosa da mangiare c’è….ma siamo sempre al di sotto della sufficienza. Mi spiace sottolinearlo, ma non capita spesso di avere dei ristori cosi. Pazienza….speriamo nel pasta party.

Ormai siamo a campo vinto, mancano poco meno di 40 km, lungo il lago d’ Iseo. Il sole a tratti è nascosto dalle montagne alla nostra destra, mentre noi ci dirigiamo verso sud, percorrendo in senso opposto la prima parte del circuito della mattinata. Ora la strada scavata nella roccia è molto piu pedalabile (a parte qualche auto…maleducata), siamo in 5 in fila indiana e possiamo permetterci di perdere lo sguardo fra una roccia e l’altra, lungo lo specchio d’acqua alla nostra sinistra. Una leggerissima foschia, appanna l’orizzonte che ugualmente mi fa sognare l’arrivo della primavera!

Ore 16:10, finisco la mia prima 200 km a Chiuduno (BG).

Faccio la doccia o mangio un bel piatto di pasta? Mi metto in fila per la pasta, osservo i primi piatti che escono e guardo Carmine. Due sorrisi e decido d’andare a fare la doccia. Forse ho preso una decisione troppo affrettata….ma i primi piatti che ho visto uscire, mi hanno fatto passare l’appetito e aumentato la voglia di una doccia calda.

Chiedo 2 informazioni ad un organizzatore: 1) Dove sono le docce e 2) Cosa è il Filù
Simpaticamente mi indica la direzione delle docce e poi mi spiega il significato della parolà Filù. Filù è una parola del loro dialetto che indica la spina dorsale. Guardandola di profilo risulta tutto un saliscendi, proprio come la seconda parte della randonnee. Qualcuno direbbe: mistero svelato 🙂

Il centro sportivo che ci ha accolto è STREPITOSO. Non so come hanno fatto, ma hanno di tutto. Sono rimasto colpito dalla struttura imponente, grande e ben tenuta. Voto 10 + ! La doccia era strepitosa, acqua calda, getto forte e spazio da vendere!

Qui si chiude il primo capitolo…sperando di scriverne presto un altro.

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11 risposte a 26 Febbraio 2017 – Randonnee del Lago e del Filù

  1. Enrico Guerzoni ha detto:

    Bel colpo Giuliano, è iniziata la strada per la prossima ultrarace!!!

  2. cinziainbici ha detto:

    Bello Giuliano, dai vieni a Parma il 19 che la facciamo insieme e, sopratutto, andiamo più piano, mi hanno tirato il collo ieri!

  3. Maurizio ha detto:

    Giovane rando report …, Pietro ed Io abbiamo avuto ragione nel ” tirarti le orecchie” per aver lasciato languire il blog .
    Ancora una volta hai saputo raccontare la magia di una Rando …sui ristori di domenica scorsa condivido le tue impressioni . Alla prossima Maurizio

  4. Graziano ha detto:

    Bello il percorso, io la feci perchè una parte gira nel zone dove sono nato, mi ha fato rivedere alcune cose che da noi in Emilia non ci sono, le cascine, le rogge dove acqua scorre generosa e limpida grazie alle montagne li vicino, poi il lago è fantastico e con il sole ancor più! Bel racconto, ciao!

  5. Paolo Caiazzo ha detto:

    Grande Giuliano! Mi fai venire voglia di tornare a fare randonee dopo un anno di …. ” lambrusco ” !

  6. Franco ha detto:

    grande Giuliano !!! è stato un piacere averTi rivisto, a Parma ci saremo anche noi del “nord” ah ah ah … 🙂
    franco (mazzucchelli)

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